Nel panorama dei tool per l’intelligenza artificiale, uno dei problemi più concreti non è tanto l’assenza di servizi, quanto il loro eccesso. Tra chatbot, assistenti di scrittura, motori di ricerca conversazionali e piattaforme specialistiche, il lavoro quotidiano finisce spesso disperso in una giungla di tab, login ripetuti e contesti frammentati. Glaia nasce proprio per rispondere a questo scenario: è un workspace desktop open source e local-first pensato per riunire più provider AI web in un’unica interfaccia ordinata, persistente e separata dal browser tradizionale.
Sviluppata dal nostro Socio Fondatore Lorenzo De Marco l'idea alla base del progetto è chiara: non sostituire il web, ma offrire una shell dedicata e focalizzata per lavorare con i servizi AI in modo più stabile e meno dispersivo. Glaia viene è un workspace desktop in cui ogni provider gira in una sessione isolata e persistente, così da mantenere credenziali, preferenze e continuità d’uso anche tra un riavvio e l’altro.
Dal punto di vista tecnico, Glaia è costruita come applicazione Electron con renderer React, toolchain electron-vite e pacchettizzazione tramite electron-builder. Nel progetto compaiono anche Zod per la validazione dei contratti e delle configurazioni e un layer IPC che collega interfaccia, preload e processo principale in modo esplicito.
Una delle caratteristiche più interessanti è il catalogo dei provider. Glaia parte con una lista predefinita che include, tra gli altri, ChatGPT, Gemini, Claude, Mistral, DeepSeek, Perplexity, Duck.ai e tantissme altre, ma consente anche di aggiungere, modificare, importare ed esportare provider personalizzati in formato JSON. Ogni voce del catalogo è definita con campi strutturati, validazione rigorosa e regole precise su URL, identificativi e partizioni di sessione.
Sul piano dell’esperienza d’uso, Glaia propone una sidebar dedicata per passare rapidamente da un servizio all’altro e una toolbar con i controlli essenziali di navigazione, come indietro, avanti, ricarica, ricarica forzata, home del provider e apertura nel browser esterno. A questo si aggiungono impostazioni per tema chiaro o scuro, lingua italiana o inglese per la sua internazionalizzazione, sidebar compatta, riduzione delle animazioni e visualizzazione delle etichette dei provider.
Altro punto centrale è la gestione della sicurezza. Nel codice dell’app compaiono sandbox attiva, context isolation, assenza di node integration nella parte di visualizzazione e una politica di default deny sui permessi. Le sessioni vengono create per provider attraverso partizioni dedicate, mentre notifiche e accesso agli appunti sono abilitabili in modo granulare. È presente anche il reset selettivo dei dati locali di un singolo provider, con cancellazione di cookie, cache e storage senza intaccare gli altri servizi configurati.
Un altro aspetto che merita attenzione è l’impostazione local-first. Il progetto dichiara che configurazioni, catalogo provider e impostazioni vengono salvati esclusivamente in locale, senza backend proprietario e senza telemetria. Questa filosofia si riflette sia nella documentazione sia nell’interfaccia dell’app, che sottolinea esplicitamente l’assenza di raccolta dati remota.
Per chi guarda al desktop Linux, Glaia ha un profilo particolarmente interessante. Il progetto prevede packaging Linux tramite electron-builder e, nel contesto della distribuzione, l’app è disponibile in pacchetti .deb e .rpm, un dettaglio che la rende immediatamente più adatta all’integrazione nei gestori applicativi delle distribuzioni.
In sintesi, Glaia si presenta come una risposta concreta a un’esigenza ormai molto diffusa: usare più strumenti AI senza trasformare il browser nel centro caotico di tutto. La sua forza non sta nel promettere “magia”, ma nell’offrire un ambiente ordinato, open source, trasparente e gestibile, pensato per chi lavora davvero tutti i giorni con più provider e vuole farlo in modo più pulito, coerente e produttivo. Il tutto, tenendo al centro il principale bisogno di ogni utente: la propria privacy. In un mondo dove la telemetria è ovunque, Glaia si pone in controtendenza, permettendo agli utenti di usare gli strumenti AI senza perdere il controllo dei propri dati.
In BoostMedia siamo orgogliosi del prodotto sviluppato dal nostro socio e gli facciamo i complimenti, sono queste le app che vogliamo promuovere e far conoscere in Italia e nel mondo, quelle che, con la loro semplicità, risolvono problemi concreti e permettono di mettere al centro la persona, dandogli pieno controllo sui suoi dati.